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Polpette al sugo morbide: ricetta della domenica

Circa 2 min di lettura

Per 4 persone. Una ricetta da rifare a casa con ingredienti accessibili e qualche attenzione alla tecnica.

Ingredienti per 4 persone

  • 500 g di carne macinata mista di manzo e maiale
  • 100 g di mollica di pane raffermo
  • 100 ml circa di latte per ammorbidire il pane
  • 1 uovo
  • 50 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
  • 600 g di passata di pomodoro
  • 1 spicchio d'aglio
  • 3 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • Prezzemolo tritato a piacere
  • Sale e pepe

Procedimento

  1. Ammorbidisci la mollica nel latte per alcuni minuti, poi strizzala senza asciugarla del tutto.
  2. In una ciotola mescola carne, pane, uovo, Parmigiano, prezzemolo, sale e pepe. Lavora il composto il minimo necessario per amalgamarlo.
  3. Forma polpette di dimensioni regolari con le mani leggermente umide.
  4. Scalda l'olio in una casseruola larga con lo spicchio d'aglio. Fai rosolare le polpette per alcuni minuti, girandole delicatamente.
  5. Aggiungi la passata con poca acqua, regola di sale e lascia sobbollire dolcemente per circa 25–30 minuti, girando ogni tanto.
  6. Verifica che la carne sia completamente cotta al centro, assaggia il sugo e servi con pane per la scarpetta.

Come fare polpette morbide?

Il pane ammollato aiuta a trattenere umidità; lavorare troppo la carne e cuocere a fiamma alta può renderla compatta. Mantieni un sobbollore dolce.

Si possono preparare in anticipo?

Sì: conservale in frigorifero dopo un raffreddamento rapido e riscaldale fino a quando sono ben calde anche all'interno. Non lasciarle a temperatura ambiente per diverse ore.

Serve infarinarle?

Non è necessario in questa versione. Se il composto risulta molto morbido, mettilo brevemente in frigorifero prima di formare le polpette.

La parte migliore arriva con il pane: leggi il significato di fare la scarpetta e come recuperare il pane raffermo.

Il rito della scarpetta

Un pezzo di pane e il sugo rimasto nel piatto: fare la scarpetta è il gesto di raccogliere quel che resta. Non è una ricetta, è il modo più semplice di non lasciare nulla di buono. Un piccolo rito da portare alla prossima tavola.